Trama
IL MIO TRENO
Racconto Tragicomico
PRIMA NAZIONALE!!!
C’è una stazione in cui siamo passati tutti, almeno una volta.
Un luogo fatto di panchine scomode, annunci poco chiari e valigie che pesano più di quanto dovrebbero. Il mio treno nasce lì.
Nasce dall’attesa. Da quel momento sospeso in cui ti chiedi se il treno che aspetti arriverà davvero, o se sei tu ad arrivare sempre troppo presto — o troppo tardi.
È il racconto di un uomo che aspetta. Ma mentre aspetta, ricorda.
Apre una valigia e scopre che dentro non ci sono solo oggetti, ma tentativi, sogni, paure, errori, amori, partenze mancate.
C’è la memoria di un nonno che insegnava a vivere senza buttare via niente.
C’è il dialogo con il sé giovane, quello che credeva di sapere tutto.
Ci sono i treni persi, quelli importanti, e quelli che sembravano piccoli e invece hanno lasciato il segno.
E poi c’è la fragilità.
Quella che arriva senza chiedere permesso e ti costringe a fermarti, ad ascoltare, a cambiare ritmo.
Il mio treno non parla di arrivare. Parla di restare. Di scegliere come stare nell’attesa.
Di scoprire che, anche quando il viaggio non va come immaginavi, puoi ancora decidere come attraversarlo.
Forse il tuo treno è in ritardo. Forse è già passato. Forse deve ancora arrivare.
Ma finché hai un biglietto in mano, finché sei qui, finché sei presente… il viaggio non è finito.
Nota d’autore
Il mio treno nasce da una domanda semplice e scomoda: che cosa facciamo mentre aspettiamo?
Viviamo in un tempo che ci chiede di arrivare sempre da qualche parte: a un obiettivo, a un ruolo, a un risultato.
Ma raramente ci insegna a stare nel mezzo, in quel tratto sospeso fatto di tentativi, deviazioni, ripartenze mancate.
Questo spettacolo non è il racconto di un successo, né l’elenco di treni persi.
È il tentativo di dare dignità all’attesa, di guardarla senza vergogna, senza retorica.
Gli oggetti in scena, i ricordi, la memoria familiare, la malattia, l’amore incontrato nel posto meno adatto possibile, non sono episodi da spiegare, ma stazioni emotive da attraversare insieme al pubblico.
Se questo lavoro riesce a farvi sorridere, ridere, a farvi riconoscere in un’attesa, o semplicemente a farvi sentire meno soli su una panchina qualunque, allora il viaggio ha avuto senso.
— Daniele Ferrari
Regia e Casting
Drammaturgia e regia a cura di Daniele Ferrari.
Con Daniele Ferrari.
Produzione Sipario APS 2026
Assistente alla regia: Rossella Cerasuolo
Voce off di Marco Ceccarello
Costumi a cura delle Sorelle Carraro
Disegno Luci e Audio Mauro Franceschi.